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giovedì 1 marzo 2018

COMUNICARE L'ISPIRAZIONE
Pensieri e Riflessioni per il mese di Marzo





Marzo era il mese sacro a Marte dio della guerra col quale, nel primitivo calendario stabilito da Romolo si apriva l'anno romano

Marzo mi fa pensare subito alla primavera anche se di fatto è ancora inverno e non è detto che le temperature siano miti. Proprio oggi infatti, 1 marzo, sta nevicando a Milano ed è la prima volta che vedo la neve da quando è iniziato l'inverno. Eppure proprio questo inverno ci ha regalato giornate terse e soleggiate dagli intensi colori.




“Neve marzolina, dura dalla sera alla mattina.”
proverbio


In attesa di veder spuntare le prime foglie sugli alberi ecco qualche frase, poesia e riflessioni sulla nuova stagione in arrivo:


Marzo: mese di attesa.
Le cose che ignoriamo
Sono in cammino.
Emily Dickinson


Marzo si diverte ad aprire flaconi di profumo, mescolare essenze, inventare nuovi colori, poi fa scivolare qualcuno dei suoi fiori più luminosi dalla tasca profonda del suo grembiule e lo sparge sul mondo.
Fabrizio Caramagna


Che torbida notte di marzo!
Ma che mattinata tranquilla!
che cielo pulito! Che sfarzo
di perle! Ogni stelo, una stilla
che ride: sorriso che brilla
su lunghe parole.
Giovanni Pascoli



Fuoco

Voi tutti sapete come si accende un fuoco. Si comincia sistemando un po' di carta sopra la quale si mettono dei ramoscelli secchi, e ancora al di sopra della legna più grossa. Infine, con un fiammifero si dà fuoco alla carta; la carta comunica il fuoco ai ramoscelli, e i ramoscelli incendiano i rami. Prendiamo ora l'essere umano con i suoi diversi corpi: fisico, astrale, mentale, casuale. Il fuoco del fiammifero corrisponde al piano casuale, il mondo dello spirito, che è all'origine di tutti i fenomeni che avvengono nell'universo. Il fiammifero incendia la carta (il piano mentale, l'intelletto) la quale incendia i ramoscelli (il piano astrale, il cuore) e questi incendiano la legna grossa (il piano fisico). Tutto comincia dunque in alto con lo spirito, poi, passando di corpo in corpo, il fuoco finisce per raggiungere il piano fisico. Nessuna vera realizzazione è possibile sul piano fisico finché non si è cominciato a lavorare con lo spirito che, dall'alto, dà l'impulso.
 Omraam Mikhaël Aïvanhov




Panacea universale 
Il sole non è soltanto l'astro fisico che brilla nel cielo e che, nel corso di tutto l'anno, regola i giorni e le stagioni. Con la sua luce, il sole è anche l'intelligenza; è l'amore, è uno slancio verso tutto ciò che è buono e costruttivo; è la vita, la vita spirituale, la vita pura. Il sole sottintende dunque tutta una scienza, e questa scienza è la panacea universale. Ecco perché non è sufficiente essere in contatto con il sole fisico: l'importante è entrare in contatto, più in alto, con quei tre principi superiori che sono la luce, il calore e la vita. La vera panacea universale – la medicina capace di guarire tutti i mali – non viene preparata da qualche alchimista. Per ottenerla, occorre prepararla da sé, imparando a nutrirsi con gli alimenti più puri. E per “alimenti” non intendo solo quelli che mangiamo per alimentare il nostro corpo fisico, ma anche i sentimenti per nutrire il nostro corpo astrale (il cuore), e i pensieri per nutrire il nostro corpo mentale (l'intelletto). Preparare la panacea universale significa sforzarsi di dare al corpo fisico, al cuore e all'intelletto un nutrimento i cui elementi si avvicinano alla vita, al calore e alla luce del sole.
Omraam Mikhaël Aïvanhov



Armonia
Sono le esperienze – e soprattutto le esperienze dolorose – a istruire gli esseri umani. Nessuno viene risparmiato! Ecco, allora, il vero lavoro che ognuno deve fare: soffermarsi su ogni esperienza della vita quotidiana e trarne delle lezioni, in modo da poter avanzare sempre più sulla via della saggezza, dell'equilibrio e della pace. Ma quanti sono capaci di trarre delle lezioni da ciò che accade loro? Per tutta la vita fanno le stesse esperienze dolorose ma non imparano nulla, non fanno nulla – o ben poco! – per sfuggire al frastuono e ai disordini interiori in cui sono immersi! Soffrono, certo, e non ne sono fieri, ma sono abituati a quel tipo di vita e vi si rassegnano... È venuto il momento per loro di uscire da quella situazione. E ne usciranno se ogni giorno faranno lo sforzo di cercare l'armonia: amare, desiderare l'armonia, introdurla in ogni movimento, in ogni parola, in ogni sguardo. Sarà quello stato di armonia a illuminarli su tutte le loro esperienze e a dar loro i mezzi per trarne delle lezioni.
Omraam Mikhaël Aïvanhov




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